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 S.S.R. Semeiotica dei sistemi di regolazione.  


Per chiarire correttamente I termini riferiti a questa disciplina è utile definire prima di tutto cosa si intende per Semeiotica dei Sistemi di Regolazione in Medicina e Fisiologia.
L'etimologia del termine semeiotica deriva dal dal greco σημεῖον, semèion, (che significa "segno") e costituisce in medicina una delle importanti tecniche di analisi dei segni corporei che servono per stilare una diagnosi.
L’esame obiettivo è un classico esempio in cui la semeiotica viene usata estensivamente. Sintomi e segni sono da ricondurre alla loro causa comune e quindi alla localizzazione dei loci minoris resistentiae e delle eziopatogenesi probabili in caso di malattia. Chiariamo anche la differenza tra sintomi e segni:

I sintomi (gr. Symptoma = sintomo, coincidenza, incidente, avvenimento simultaneo: da Sympiptein derivato da „Syn“ e piptein, accadere) sono soggettivi ossia percepiti solo dal paziente. Esempi possono essere l’astenia o la parestesia. Costituiscono solitamente un importante elemento motivante per il paziente a trovarvi soluzione.

I segni (lat. Signum = indizio, indicazione, prova) sono evidenti all‘osservatore e oggettivi come un ittero o un eczema e non sempre significativi per il paziente, come nel caso dell’ipercolesterolemia, dell’iperbilirubinemia ecc. 

Per Chiarezza generale aggiungiamo anche la definizione di Sindrome. 

Per Sindrome (gr. „Syn“ e  „dromos“ un circuito o decorrenza). si intende una particolare associazione di sintomi e segni, intese come parte di una stessa patologia. 

Un esempio classico dell’interscambio di sintomi e segni può essere l’ipertensione. Alcuni sintomi come la cefalea possono essere associati a questa condizione e ben riconosciuti o percepiti dal paziente oltre che motivanti a cercarvi rimedio. Il segno sarà invece l’aumento misurato della pressione arteriosa che quindi costituisce indizio importante di diagnosi. Un altro esempio:

in ambito osteoarticolare e miofasciale si tratta molto spesso un dolore lombosacrale in modo locale e settoriale senza valutare se tale dolore, una volta appurato che non sia di origine puramente meccanica come nel caso di un’ernia del disco, sia piuttosto di origine splancnica intestinale, mesenterica o addirittura uterino. Nell’ottica fisiologica della regolazione il dolore svolge una funzione di inibizione di movimento e funzione, ossia tenta di imporre un recupero in fase passiva ed è tipico di sistemi di adattamento con dominanza parasimpatica o meglio polivagale. Sarà quindi importante permettere che si esprima al meglio il recupero ed impedire l’attività di stimolo simpatico come chiave del miglioramento di fondo.

Ecco quindi il concetto di fondo: 

Per Sistemi di Regolazione si intendono quindi quegli apparati che concorrono al mantenimento di un equilibrio interno o omeostasi fisiologica di tipo teleonomico ove per teleonomia si intende la qualità finalizzata della struttura e delle funzioni degli organi, derivata dall’evoluzione e dallo scopo preciso che essi hanno per mantenere la sopravvivenza. La regolazione dipende dalla funzione esatta di sistemi che sono stati plasmati dall’ambiente attraverso milioni di anni di esperienze programmanti, con lo scopo di mantenere l’equilibrio o omeostasi. 

Nell"indagare le funzioni dei sistemi fisiologici umani non dobbiamo mai perdere di vista la gerarchia biologica a cui questi sistemi rispondono!!!

Dobbiamo sempre chiederci 

1 esattamente quale funzione dovrebbe svolgere ogni dato organo

2 perchè un organo si trova in una certa posizione 

3 perchè una malattia si manifesta limitando un dato organo o sistema.

Il principio teleonomico spiega come una funzione e una allocazione sviluppino un organo e che la morfologia o derivazione di tale organo sia influenzato dal ruolo che esso dovrà svolgere nella vita.

L'omeostasi (dal greco ομέο stesso  e στάσις, o mantenimento), è la tendenza fisiologica intrinseca agli organismi che permette di mantenere stabilità interna delle funzioni organiche. Il mantenimento dello stato di equilibrio dell’ambiente interno è basato su un processo di feedback o retroazione  che si mantene nel tempo e che permette l’autoregolazione. La reazione che avviene in risposta ad eventi esterni come compensazione è invece detta allostasi. Questo principio di regolazione esprime l’ergotropicità o il fitness del sistema rispetto alle sfide ambientali (challenges).  Quando l'organismo è sottoposto a sfide ambientali significative entra in uno stato allostatico in modo soggettivo ossia risponde alle difficoltà in modo personalizzato, generalmente con iperattivazione di fondo del sistema simpatico o parasimpatico. 

La capacità performante dipende dalla velocità e dalla strategia di adattamento dell'organismo nel regolare direttamente lo stato fisico chimico sia i comportamenti che modulano la fisiologia stessa. 

Ad sempio se esposto al calore ambientale in modo non progressivo (tramite una giornata molto calda o una sauna) l’organismo manifesta cambiamento fisico chimico, produce un’aumentata diaforesi, altera il tono respiratorio e passa da equilibrio interno a strategia difensiva. In questa fase  può scegliere strategie diverse tra cui quelle a carattere eccitatorio simpatico, con broncodilatazione aumento del tono muscolare e del riflesso nervoso, oppure entrare in uno stato di risparmio energetico, di ipossia e inibizione parasimpatica per evitare dispendio energetico ulteriore. Il comportamento sarà associato alla strategia di regolazione e di adattamento scelta. 

Quando l’organismo si è riadattato cessa l’allostasi e i sintomi tendono a scomparire. Tuttavia la durata prolungata di fase di allostasi senza produrre adattamento (carico allostatico) crea cronico disadattamento e una sequela di sintomi e patologie riconducibili. 

L’ipertensione essenziale, così come il rilascio eccessivo e cronico di cortisolo e/o aldosterone sono spesso associati al carico allostatico.

I sistemi che permettono questo equilibrio interno, l’omeostasi e la regolazione dell‘allostasi sono detti „Sitemi di Regolazione“ e seguono leggi di retroaazione ben precise e visibili nelle delicate funzioni di network ormonale, neurotrasmittoriale o immunitario. Con la definizione di tali criteri iniziali si comprende come il mantenimento dell’omeostasi sia cruciale per la salute e come la disfunzione o meglio la disregolazione di uno o più sistemi porti alla malattia. 

3 principi base e inconfutabili in SSR:

1 esiste uno sviluppo filogenetico e biologico

2 organi e sistemi sono correlati da un’origine embriologica

3 gli organi svolgono funzioni sistemiche

 

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